Il Mito del Cavallo di Troia: Verità Storica o Metafora Antica?

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Il Cavallo di Troia potrebbe essere una metafora per un vero motore di guerra. (Skilful/Shutterstock.com)

Come un cuculo che depone le sue uova nel nido di un ospite ignaro, gli antichi Greci si dice abbiano infiltrato la città di Troia nascondendosi all’interno di un enorme cavallo di legno. Questa storia, tramandata da Omero fino ad Hollywood, ha resistito alla prova del tempo, sebbene le prove concrete della sua veridicità siano scarse.

La leggenda narra che gli Achei, guidati da Agamennone e con eroi come Achille tra le loro fila, trascorsero 10 anni assediando Troia senza riuscire a penetrare le sue difese. Fingendo di arrendersi, gli assalitori lasciarono un enorme cavallo di legno pieno di soldati davanti alle porte della città, mentre salpavano verso un’isola vicina. I Troiani, credendo che il cavallo fosse un’offerta alla dea Atena, lo trascinarono all’interno delle mura della città, ignari dei nemici nascosti al suo interno. Con il calare della notte, i soldati greci uscirono dal cavallo e saccheggiarono Troia, ponendo fine alla guerra epica.

Tuttavia, non esistono prove archeologiche concrete dell’assedio di Troia, sebbene il sito dell’antica città, situato nell’attuale Hisarl k in Turchia, abbia restituito reperti datati intorno al 1200 a.C., periodo approssimativamente corrispondente a quello menzionato da Omero nell’Iliade. Heinrich Schliemann, esploratore tedesco, scoprì il sito negli anni ’70 del 1800, ma collegare i reperti trovati a un assedio decennale rimane un’ipotesi incerta.

Il famoso Cavallo di Troia è menzionato solo brevemente nell’Odissea di Omero, mentre la prima descrizione dettagliata si trova nell’Eneide di Virgilio, composta più di un millennio dopo l’evento. Molti archeologi moderni ritengono che il cavallo potesse essere una metafora piuttosto che una realtà fisica, ispirata forse alle antiche macchine d’assedio rivestite di pelli di cavallo umide per evitare gli incendi.

Nonostante la mancanza di prove tangibili, il mito del Cavallo di Troia ha lasciato un’impronta duratura nella cultura moderna, tanto da dare il nome a un tipo di malware informatico che si insinua nei sistemi delle vittime mimetizzandosi come innocuo codice. Questa strana coincidenza riflette la natura invasiva e distruttiva del concetto originale, che rappresentava l’inganno e la distruzione dall’interno perpetrati da Agamennone e i suoi alleati contro la città di Troia.

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