Le Misure Controverse dell’Amministrazione Trump
Dall’inizio di quest’anno, con il ritorno di Donald Trump alla guida degli Stati Uniti, la sua amministrazione ha intrapreso una serie di misure controverse. Tra queste, spicca la rimozione delle menzioni della crisi climatica dai siti web governativi. Questa strategia si è accompagnata a tentativi di interrompere i finanziamenti climatici, nonostante l’urgenza della situazione attuale. Gli Stati Uniti, pur avendo una storia relativamente breve, presentano precedenti storici che evidenziano una tendenza a ignorare fenomeni naturali potenzialmente devastanti. È fondamentale analizzare come queste scelte politiche possano influenzare la percezione pubblica riguardo alla crisi climatica e alle sue conseguenze.
Il Divieto di Utilizzare la Parola “Tornado”
Un esempio emblematico di questa politica di negazione è rappresentato dal divieto di utilizzare la parola “tornado” nelle previsioni meteorologiche. Questo divieto ha avuto conseguenze significative, impedendo la diffusione di informazioni cruciali che avrebbero potuto salvare vite umane. La storia di questo divieto affonda le radici nel 1877, quando John Park Finley, un giovane originario del Michigan, si unì al Servizio Meteorologico dell’Esercito degli Stati Uniti. Finley si immerse nello studio di questi fenomeni atmosferici, compilando rapporti e cercando di identificare un numero di condizioni meteorologiche che precedevano l’insorgere dei tornado. La sua ricerca ha avuto un impatto duraturo sulla meteorologia moderna.
Le Scoperte di John Park Finley
Finley non si limitò alla mera raccolta di dati; egli formulò anche deduzioni fondamentali per lo sviluppo di regole di previsione nei successivi uno o due anni. Identificò correttamente diverse condizioni meteorologiche che precedevano i tornado e suggerì metodi per monitorarle e comunicarle attraverso il sistema telegrafico. Nel 1884, Finley aveva già creato una rete di quasi mille “spotters”, cacciatori di tornado dislocati in aree strategiche. Sebbene le sue previsioni non fossero sempre infallibili, molte si rivelarono accurate, offrendo così alle persone la possibilità di prepararsi in anticipo. Questo approccio innovativo ha segnato un passo importante nella storia della meteorologia.
La Resistenza dei Funzionari Governativi
Tuttavia, contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, i funzionari governativi dell’epoca non vedevano di buon occhio queste previsioni. Sostenevano che il potenziale danno derivante da avvisi di tornado sarebbe stato, in ultima analisi, maggiore rispetto ai danni causati dai tornado stessi. Nonostante i riconoscimenti ricevuti per il suo lavoro, nel 1887 il Corpo dei Segnali impose il divieto di utilizzare la parola “tornado” nei rapporti meteorologici. Anche quando il Servizio Meteorologico degli Stati Uniti assunse il controllo delle previsioni, la tendenza a non avvisare la popolazione riguardo a colonne d’aria in rotazione violenta continuò. Questa resistenza ha avuto un impatto significativo sulla sicurezza pubblica.
Il Cambiamento Durante la Seconda Guerra Mondiale
Un meteorologo dell’epoca giustificò questa politica affermando che “non c’è alcun vantaggio materiale da trarre da qualsiasi sistema, anche il più perfetto, di preavvisi e tentativi di protezione”. Questo divieto perdurò per un sorprendente lasso di tempo di sessant’anni. La situazione cominciò a cambiare durante la Seconda Guerra Mondiale, quando gli Stati Uniti svilupparono un sistema di avviso per proteggere le installazioni militari e le basi aeree. In questo contesto, i civili nelle vicinanze iniziarono a richiedere un sistema di avviso civile. Questo cambiamento ha segnato un punto di svolta nella comunicazione meteorologica.
Le Lezioni da Apprendere per il Futuro
Da quel momento, la ricerca sui tornado ha progredito, sebbene lentamente, e oggi gli eventi tornadici raramente causano danni alle persone come in passato. È lecito chiedersi se i funzionari governativi attuali possano trarre insegnamento da questa storia, riflettendo sull’importanza di una comunicazione chiara e tempestiva riguardo alla crisi climatica e ai fenomeni meteorologici estremi. La consapevolezza e la preparazione sono fondamentali per affrontare le sfide future legate ai cambiamenti climatici e ai disastri naturali. È essenziale che le politiche attuali siano informate da esperienze passate per garantire la sicurezza della popolazione.