Per la maggior parte delle persone, i ricordi sono sfocati, frammentati e soggetti all’usura del tempo. Per un ragazzo polacco di sedici anni, la memoria funziona invece in modo completamente diverso, poiché il suo cervello possiede una capacità rara che lo colloca al di sopra del novantanove virgola nove percento della popolazione mondiale. Si tratta della Highly Superior Autobiographical Memory, o ipertimesia.
Un recente studio condotto dai ricercatori dell’Università Jagellonica di Cracovia ha esaminato dettagliatamente il suo caso. Il giovane, identificato nelle pubblicazioni scientifiche con le iniziali KCL, è in grado di rievocare con estrema precisione dettagli, giorni della settimana ed eventi della propria vita vissuti a distanza di anni, con un livello di accuratezza quasi privo di falle.
A differenza dei mnemonicisti tradizionali, che utilizzano tecniche o strategie visive per memorizzare dati, chi soffre o beneficia di questa condizione non compie alcun uno sforzo cosciente per immagazzinare le informazioni, poichè i ricordi si fissano spontaneamente. Nei test a cui è stato sottoposto, nel richiamare eventi e date casuali della sua vita il ragazzo ha ottenuto un punteggio dell’ottantatré percento, rispetto a una media del ventinove percento registrata dal gruppo di controllo composto da coetanei. Inoltre, durante le attività quotidiane, la sua mente viene costantemente attraversata da ricordi spontanei e quasi il novanta percento dei pensieri che si sovrappongono alle sue attività di routine è costituito da memoria autobiografica nitida.
Uno degli aspetti più interessanti emersi dalla ricerca riguarda la differenza tra l’immagazzinamento e l’accessibilità dei dati nel cervello umano. Questa condizione non implica necessariamente una memoria fotografica o l’assenza assoluta di errori, quanto piuttosto un’incredibile accessibilità ai dati. Se una persona comune conserva un ricordo ma fatica a ritrovare il percorso per recuperarlo, nel cervello di un individuo con ipertimesia le vie di connessione tra gli stimoli sensoriali e l’archivio della memoria sono permanentemente aperte. Un odore, un suono o una sensazione corporea bastano per spalancare le porte del passato, catapultando il ragazzo in un momento preciso della sua infanzia.
Ad oggi si contano pochissimi casi confermati di ipertimesia in tutto il mondo. Se da un lato questa caratteristica rappresenta una risorsa straordinaria per lo studio delle neuroscienze, dall’altro costituisce una sfida per chi la vive. Convivendo con un archivio mentale che non cancella quasi nulla, il passato rischia di sovrapporsi continuamente al presente, trasformando la memoria in un flusso costante e difficile da arrestare.
https://www.sciencealert.com/teen-discovered-with-a-memory-more-powerful-than-99-9-of-the-population


