Natale, ecco perché il giorno più ‘tossico’ dell’anno

L'inquinamento record delle nostre case nel giorno di Natale. La ricerca dell'Università di Essex.

Fumi di candele, esalazioni di forni a gas, frittura, stufe, fuoco delle caldarroste, botti, profumi natalizi: non si contano le emissioni nell’aria nella giornata di Natale. Una festività da inquinamento record, avvertono dall’Università di Essex, in Inghilterra. Sono gli ambienti chiusi a soffrire le ricadute maggiori a causa delle tantissime fonti di emissione. Rimanere in casa, ha avvertito il direttore della ricerca Ian Colbeck, equivale a restare intrappolati nel traffico di Londra per cinque ore. Una situazione che potrebbe risultare particolarmente difficile soprattutto per i tanti che soffrono di asma.

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Insomma gli ambienti interni potrebbero trasformarsi in una trappola di inquinamento. Gli agenti, prodotti dalla cottura o, peggio, di frittura, si compongono di particelle finissime in grado di impiantarsi nel nostro apparato respiratorio provocando infiammazioni davvero pericolose. Anche le candele, sopratutto se colorate, rilasciano nell’aria metalli dannosissimi alla salute. Una delle possibili soluzioni, avvertono gli studiosi, è di adornare la nostra casa con piante in grado di assorbire gli agenti inquinanti o semplicemente di aprire le finestre. Ma è una passeggiata all’esterno a rappresentare il metodo migliore per liberarsi dall’ambiente tossico interno; uscire di casa dopo aver mangiato rappresenta la soluzione ideale per la respirazione e per la linea.

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